Percezione degli spazi vuoti: disegnamo quello che non c'è.

Era da qualche anno che puntavo quel pino marittimo alto, solitario e piegato dal vento.
Gli alberi sono sempre stati la mia bestia nera e quindi continuavo a rimandare....

Poi ad un tratto ecco la soluzione: avrei potuto disegnare gli spazi vuoti  invece dell'albero.
In questo modo concentrandomi sulle zone chiare del cielo, dietro l'albero, sarebbe stato più facile mantenere viva l'attenzione ed evitare di perdermi nell'innumerevole groviglio di rami.

Quindi ho usato un foglio colorato e con la matita bianca ho disegnato per prima cosa i vuoti. 
Sia dentro e sia fuori dell'albero.

Una volta creata la sagoma, ho iniziato ad inserite il resto usando pennareli di vario spessore.
E ho preferito partire dal basso, quindi dal tronco più grosso, per poi salire verso i rami più stretti.

Per poi finire aggiungendo quelli molto sottili.

Disegnare i vuoti è un metodo utile che facilita tutti i disegnatori, ed è applicabile alla gran parte dei soggetti.

L'efficacia di questo metodo si basa sulla rinuncia del nostro emisfero sinistro a occuparsi di un compito poco utile ( disegnare i vuoti? ma a cosa serve! è solo una dannata perdita di tempo...), facilitando, di fatto, l'entrata in gioco dell'emisfero destro.

E' dimostrato infatti che la parte destra del cervello è quella che meglio risponde alle esigenze spaziali e relazionali proprie della pratica del disegno.

Quindi se vuoi disegnare un soggetto complicato, prova a individuare gli spazi vuoti, sicuramente tutto il disegno ne trarrà beneficio!

Spero di esserti stato di aiuto.

Guidomichele.

ps.
la teoria relativa al coinvolgimento della parte destra del cervello nel disegno è tratta dal metodo di insegnamento  B. Edwards.
Per avere ulteriori informazioni  visita la sezione " disegnare per benessere" di questo blog.

 





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